Guida Viaggi -ROME

Chiunque si trovi a Roma, anche solo di passaggio, non può davvero trascurare una visita a quello che ne è ormai diventato il simbolo: il Colosseo, splendido tanto di giorno quanto di notte, quando è illuminato da fari gialli che ne esaltano la magia. Si tratta di un’opera monumentale, tanto che quando venne inaugurato nel 72 d.C. si organizzarono festeggiamenti che durarono cento giorni. Pensato come luogo di spettacoli equestri, lotte tra gladiatori e combattimenti con gli animali, aveva una capacità di 55000 posti a sedere. Il nome Colosseo fu per la prima volta utilizzato in una celebre profezia di Beda nell’VIII secolo che recita: "fin quando vi sarà il Colosseo vi sarà Roma, quando cadrà il Colosseo cadrà Roma, quando cadrà Roma cadrà il mondo". Si pensa che il nome possa derivare dal Colosso di Nerone, l’enorme statua posta vicino l’anfiteatro.Chiunque si trovi a Roma, anche solo di passaggio, non può davvero trascurare una visita a quello che ne è ormai diventato il simbolo: il Colosseo, splendido tanto di giorno quanto di notte, quando è illuminato da fari gialli che ne esaltano la magia. Si tratta di un’opera monumentale, tanto che quando venne inaugurato nel 72 d.C. si organizzarono festeggiamenti che durarono cento giorni. Pensato come luogo di spettacoli equestri, lotte tra gladiatori e combattimenti con gli animali, aveva una capacità di 55000 posti a sedere. Il nome Colosseo fu per la prima volta utilizzato in una celebre profezia di Beda nell’VIII secolo che recita: "fin quando vi sarà il Colosseo vi sarà Roma, quando cadrà il Colosseo cadrà Roma, quando cadrà Roma cadrà il mondo". Si pensa che il nome possa derivare dal Colosso di Nerone, l’enorme statua posta vicino l’anfiteatro.Chiunque si trovi a Roma, anche solo di passaggio, non può davvero trascurare una visita a quello che ne è ormai diventato il simbolo: il Colosseo, splendido tanto di giorno quanto di notte, quando è illuminato da fari gialli che ne esaltano la magia. Si tratta di un’opera monumentale, tanto che quando venne inaugurato nel 72 d.C. si organizzarono festeggiamenti che durarono cento giorni. Pensato come luogo di spettacoli equestri, lotte tra gladiatori e combattimenti con gli animali, aveva una capacità di 55000 posti a sedere. Il nome Colosseo fu per la prima volta utilizzato in una celebre profezia di Beda nell’VIII secolo che recita: "fin quando vi sarà il Colosseo vi sarà Roma, quando cadrà il Colosseo cadrà Roma, quando cadrà Roma cadrà il mondo". Si pensa che il nome possa derivare dal Colosso di Nerone, l’enorme statua posta vicino l’anfiteatro.
 
 
La costruzione risale al 27 a.C. per opera di Marco Agrippa, genero di Augusto, poi fu restaurato da Domiziano e ricostruito da Adriano, che fece erigere la cupola, ed infine trasformato in chiesa da papa Bonifacio IV nel 600. In origine la cupola era rivestita di tegole in bronzo dorato, ma il metallo venne rimosso da papa Costante II. L’apertura della cupola, detta occhio, è l’unica fonte di luce del Pantheon e si dice che fosse la base della pigna di bronzo che si trova nel cortile omonimo nel Vaticano. Il pavimento è stato restaurato e conserva ancora i disegni romani originali. E’ luogo di sepoltura di grandi italiani, qui sono conservati i resti di Raffaello e di Vittorio Emanuele I re d’Italia.
 
 
La costruzione risale al 27 a.C. per opera di Marco Agrippa, genero di Augusto, poi fu restaurato da Domiziano e ricostruito da Adriano, che fece erigere la cupola, ed infine trasformato in chiesa da papa Bonifacio IV nel 600. In origine la cupola era rivestita di tegole in bronzo dorato, ma il metallo venne rimosso da papa Costante II. L’apertura della cupola, detta occhio, è l’unica fonte di luce del Pantheon e si dice che fosse la base della pigna di bronzo che si trova nel cortile omonimo nel Vaticano. Il pavimento è stato restaurato e conserva ancora i disegni romani originali. E’ luogo di sepoltura di grandi italiani, qui sono conservati i resti di Raffaello e di Vittorio Emanuele I re d’Italia.
 
Piazza meravigliosa, di grande impatto teatrale con la bella scalinata sullo sfondo che conduce alla chiesa di Trinità dei Monti. Qui viene organizzata una delle più importanti sfilate d’alta moda, in cui la nota scalinata funge da passerella. La fontana, detta della Barcaccia, fu fatta costruire da Urbano Barberini per celebrare l’alleanza con il re francese, il cui stemma araldico è visibile su Trinità dei Monti. Dalla piazza si diramano le note via dei Condotti, via Frattina e via Borgognona con le loro boutiques lussuose e via del Babuino con i prestigiosi negozi di antiquariato.
 
Non si può passare per Roma e non buttare una moneta nella più famosa fontana del mondo con gesto scaramantico. La tradizione vuole che gettando di spalle una monetina nella fontana ci si garantisca il ritorno in una delle più belle città del mondo. Anita Ekberg vi fece il bagno davanti a un indimenticabile Marcello Mastroianni nel film di Federico Fellini "La Dolce Vita" e Totò la vendette a un americano spacciandosi per il proprietario. La fontana fu progettata da Nicola Salvi per il papa Clemente XII e completata nella seconda metà del 1700. Le statue raffigurano Nettuno e i due tritoni ai lati. Alle spalle della fontana, in stile Rococò, si trova il Palazzo Poli.
 
 
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