Cibo & Salute

Eros e cibo sono intimamente legati: ne è convinta la stragrande maggioranza degli italiani. Ma il rapporto che lega queste due essenziali componenti della vita umana viene vissuto da uomini e donne in modo molto diverso. I risultati di un’indagine dell’Istituto Internazionale di Sessuologia parlano chiaro. "Analizzare l’evoluzione del rapporto tra sesso e cibo in Italia ha rappresentato per me una sfida importante e stimolante", spiega Roberta Giommi, dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze. "Ho letto in un libro che se unissimo tutti i minuti e le ore che passiamo mangiando potremmo scoprire di usare circa un quinto della nostra vita in questa attività. Non è altrettanto importante il tempo che dedichiamo a fare sesso, ma la sessualità occupa tante ore del nostro immaginario e del nostro pensare. Parlando di alimentazione è stata forte la voglia di studiare come sesso e cibo si uniscono e separano nella testa e nelle azioni dei maschi e delle femmine per indagare oggi come questi due aspetti si relazionano tra loro nella dimensione adulta. Abbiamo pensato a come poteva essere espresso questo rapporto attraverso una serie di domande rivolte sia ai maschi che alle femmine ed altre specifiche per sesso. Alla ricerca hanno risposto più femmine che maschi, come se le donne fossero più attente a questo legame tra sesso e cibo, più disponibili a parlarne, ma i maschi che hanno risposto fossero a loro volta più attratti dal significato relazionale del cibo e del sesso". Il cibo e il sesso costruiscono un legame tra loro a partire dalla nostra nascita perché da piccoli mangiare rappresenta un mondo intero composto da odori, sensazioni tattili, rassicurazione, possibilità di essere avidi, pigri, addormentati, di sentire amore e di segnalare desiderio. Quando i bambini si fanno più grandi cercano il cibo in modo autonomo, ed esprimono un’autonomia nella voglia di scegliere e di fare da soli, per cercare, rubare un alimento che amano e che desiderano mangiare al di là delle regole dei grandi. Lo stesso accade con le prime esperienze delle sensazioni sessuali e la ricerca di esperienze che aprono alle relazioni nuove di legame, desiderio, eccitazione. Storicamente il cibo e il sesso sono stati legati tra loro dall’idea del lasciarsi andare ai piaceri, alle libagioni, al gioco di imboccare caricando di intensità un antico gesto della nutrizione, per chiedere sottomissione o regressione passando poi al contatto corporeo generale e poi al sesso. L’indagine è stata condotta su un campione non probabilistico costituito da soggetti facilmente contattabili e disponibili alla cooperazione. Il questionario è stato somministrato all’intero campione in modo individuale tramite la consegna a mano e inviato e-mail. Tra i dati più interessanti: nell’immaginario femminile l’idea di preparare una cena ‘magica’ per sedurre il partner è ancora molto forte. Il 26 per cento utilizza spesso questa arma per risvegliare il desiderio del proprio uomo. Il 18 per cento degli intervistati (anche qui con un netta maggioranza di donne) sono convinti che l’innamoramento faccia dimagrire. Una buona cena favorisce l’intimità sessuale per la stragrande maggioranza degli intervistati. I cibi pesanti vengono incolpati di danneggiare la prestazione sessuale soprattutto dalle donne, come se la sessualità femminile fosse una realtà più complessa e complessiva, che non può sopportare malesseri in altre zone del corpo. Le donne inoltre sembrano considerare per il 36 per cento interessante mangiare dopo l’amore, come se il sesso portasse il desiderio di aprire anche a nuovi piaceri e recuperare energie, mentre per i maschi solo il 16 per cento ritiene desiderabile qualche volta o spesso mangiare dopo il sesso, come se il sesso desse un appagamento che porta più facilmente a momenti di completezza. Guardare la partner che cucina è sexy per il 64,3 per cento degli uomini, mentre le donne sostanzialmente non sembrano interessate a questa associazione di pensieri. L’erotismo maschile invece si ‘apre’ in cucina e questo spazio realmente rappresenta una possibilità di inizio del gioco sessuale.

Fonte: Alimentazione & Salute, Roma 2006. David Frati

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