Eurosport – mer, 07 nov 22:50:00 2007

Champions League – Pazzia e spettacolo

Non basta uno scudetto e mezzo per modificare l’essenza totalmente folle dell’Inter, soprattutto in Champions League: non chiedete mai alla squadra di Mancini di essere normale, è un concetto che i nerazzurri non apprenderanno mai.

L’Inter aveva già rischiato a Mosca andando sotto e poi recuperando fino al successo 2-1 propiziato dalla papera di Mandrykin, ma i nerazzurri sono riusciti a fare decisamente di meglio nel return-match di un San Siro formato famiglia.

Ibra e compagni partono col freno a mano tirato e, dopo uno scambio di destri da fuori di Vagner Love e Maicon, al 23′ il Cska passa con il solito Jo che infila il sinistro nell’angolino.

L’Inter reagisce con un paio di azioni confuse, ma al 31′ Vagner Love gela il Meazza con un contropiede da campione chiuso con un sinistro sotto la traversa che non lascia scampo a Julio Cesar.

Inter tramortita? Non se ne parla: in 100 secondi i nerazzurri cambiano il volto della partita grazie alla volée di Ibra (in posizione sospetta) e al destro di Cambiasso, pescato straordinariamente in area da un Crespo in versione assist-man. Al 34′ è già 2-2!

L’Inter tira il fiato per qualche minuto e in avvio di ripresa Carvalho e Vagner Love mettono ancora paura a Mancini. Dal 60′, però, i nerazzurri cambiano marcia e non ce n’è più per nessuno: Ibra, Cambiasso e Chivu non trovano subito la precisione, ma al 67′ il mediano argentino griffa la sua prima doppietta interista insaccando di sinistro da due passi su azione d’angolo dopo il tocco di tacco del neoentrato Cruz.

Il bello, però, deve ancora venire e l’autore della magia finale non può che essere Zlatan Ibrahimovic: lo svedese al 75′ lascia di sasso Grigoriev con un dribbling extraterrestre e dai 20 metri fa partire un destro di potenza inaudita che toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali.

L’Inter vince 4-2, San Siro si alza in piedi ad applaudire il suo Ibra e la qualificazione agli ottavi di Champions ora diventa una formalità: nella gioia nerazzurra anche la "depressione cronica" di Adriano può essere dimenticata con un sorriso smaliziato.

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