Sinceri complimenti da un milanista!!!

 L’Inter è campione d’Italia. Per la sedicesima volta. Vince 2-0 a Parma, con la firma più nobile, quella del rientrante Ibrahimovic, autore di una favolosa doppietta. Lui che non segnava su azione dalla gara d’andata con il Parma. Lui che era accusato di sparire, con una delle sue magie, nelle gare che contavano. Stavolta niente pazza Inter, solo Inter pazza di gioia. Come i suoi tanti tifosi presenti al Tardini, nonostante l’Osservatorio e la pioggia. E’ uno scudetto con tanti padri, da Moratti a Mancini, da Ibra a Zanetti, ma di sicuro figlio della sofferenza. Tantissima. Probabilmente troppa, per tutte le occasioni mancate, ma in fondo conta vincere, e magari, a conti fatti, può essere persino più bello così. Ma la Roma è stata per 55 degli ultimi 90’ campione d’Italia, costringendo un’Inter bella addormentata (e onestamente neanche bella, a prescindere dai confronti con quella splendida del girone d’andata) a tirar fuori perlomeno le unghie nella r ipresa. Giocata bene, al di là del gol. Certo non non con l’autorevolezza della grande squadra, ma con un cuore grande così. Il Parma retrocede nel pomeriggio in cui lo ha meritato di meno, giocandosela alla pari nel primo tempo, e costringendo l’Inter alle corde sullo 0-1. Ma contro un super Ibrahimovic la peggior difesa del campionato (62 gol subìti) non ha potuto nulla.

PARMA PIMPANTE – Nel primo tempo più Parma che Inter. La gara è bruttina, inevitabilmente nervosa. Condizionata dall’importanza del risultato. E dal campo scivoloso. E’ difficile scambiare palla a terra. La gara è equilibrata. Gli emiliani si fanno però preferire perchè sono più pimpanti, più vivi, probabilmente più tonici fisicamente. Morrone svetta a centrocampo, di testa e di piede. Le occasioni latitano. L’emozione più grande, enorme, la regala il boato del Tardini, all’8’: a Catania ha segnato Vucinic. Stadio in delirio, battito ritmato di mani: il Parma con una vittoria sarebbe salvo. Ma sopratutto, in ottica campionato, in questo momento la Roma sarebbe campione d’italia. Di occasioni importanti una per parte. Al 12’ Morrone su angolo da sinistra di Cigarini colpisce di destro a centroarea, Julio Cesar provvidenziale, di piede salva in angolo. Bel cross di Balotelli, Cruz sfiora sottomisura, Pavarini in tuffo salva la porta. Al fischio dell’intervallo di Rocchi scrosci ano gli appluasi del pubblico di casa, che in questo momento sarebbero comunque retrocessi, ma sono evidentemente soddisfatti della prestazione della propria squadra. I tanti supporters nerazzurri sugli spalti sono invece abbacchiati e preoccupati: alla fine del primo tempo lo scudetto sarebbe della Roma. Riprendono coraggio durante l’intervallo: si scalda Ibrahimovic. Dallo svedese si aspettano la scintilla mancata in un primo tempo grigio come il cielo di Parma. L’Inter ha mostrato poche idee e pochissimo gioco.

IBRA DA IMPAZZIRE – Al 6’ della ripresa l’ampio spicchio di stadio nerazzurro impazzisce: entra Ibra. Per un deludente Cesar. Lo svedese ci prova subito, destro a lato. Il copione è cambiato: l’Inter ora, finalmente, attacca forte. Il Parma riparte in contropiede. Adesso c’è grande atmosfera. Il pubblico suona la carica, da entrambe le parti. Arriva notizia del raddoppio dell’Empoli. I rovesciamenti di campo si sprecano. E arriva il gol scudetto di Ibrahimovic. Gasbarroni perde palla, l’Inter riparte e lo svedese da fuori area trova l’1-0. Nerazzurri momentaneamente campioni d’Italia. Balotelli sfiora il raddoppio. Poi a Ibrahimovic ad andare vicino al 2-0, di testa. Il Parma ora è sbilanciato tutto in avanti, carica a testa bassa, generoso, ma inevitabilmente confusionario. E lascia praterie in contropiede. L’Inter spreca un po’, stavolta non troppo. Cross di Maicon, ancora Ibra gol. Al 40’ la Roma si arrende: segna l’1-1 il Catania, che conquista la salvezza. Al Tardini c’è ancora tempo per i cori nerazzurri: "Ibra-Ibra" e "vinceremo il tricolor". Poi arriva il fischio finale di Rocchi: e diventa cosa fatta.
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