VIAGGIO – NAPOLI

 Napoli è sotto molto punti di vista la città dalle mille facce e la più nota è ovviamente quella che siamo abituati a trovare appena scesi dal treno alla Stazione Centrale. Tra strade, vicoli, panni stesi e quell’atmosfera inconfondibile che si respira solo sotto il Vesuvio. Parallelamente a tutto questo si nasconde una Napoli nascosta, misteriosa e decisamente ‘umida’: quella sotterranea.
 

In pieno centro storico, da Piazza Trieste e Trento o da Piazza San Gaetano, scendendo una quarantina di metri sotto terra è possibile infatti visitare un mondo alternativo, che parla di storia come di presente, un’anima tutta da scoprire per chiunque voglia almeno ‘provare’ a capire questa città, che sorge proprio sulla cava da cui è estratto il materiale con cui è costruitta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 …furono addirittura i Greci…

 

La “storia” delle origini del Munaciello:
Verso il 1445, epoca in cui Napoli era governata dagli Aragonesi, Caterine Frezza, figlia di un ricco mercante, s’innamorò di un bellissimo giovane garzone, Stefano Mariconda. L’amore fu contrastato dal padre di lei tanto che un giorno il ragazzo fu trovato morto nel luogo dove era solito incontrare Caterina. La fanciulla si ritirò in convento dove diede alla luce un bimbo deforme. Le suore lo accudirono e gli cucivano vestiti monacali con un cappuccio per nasconderne le deformità. Quando usciva dal convento il popolo cominciò a chiamarlo “lu munaciello”. Col passar degli anni gli furono attribuiti poteri magici tanto da farlo divenire una leggenda.
Un’altra storia sull’origine del nome si riferisce ad un gestore dei pozzi d’acqua che, per questo motivo, poteva accedere facilmente nelle case attraversando i cunicoli che servivano per calare i secchi. Quando non veniva pagato per i suoi servizi egli si vendivìcava facendo dei dispetti agli abitanti della casa.

 

http://www.napolisotterranea.org/it/gal/gtit04.html

 

 

Il teatro greco-romano

Siamo all’interno dell’antico teatro che veniva utilizzato fino a poco tempo fa come cantina!

Un altro indirizzo alla scoperta delle viscere della città ci porta presso un pittoresco ingresso in un ‘basso’, ossia una piccola abitazione al piano terra, in Vico Cinquesanti. Impossibile non restare a bocca aperta dinnanzi alle vestigia del teatro greco-romano, uno dei più noti e rinomati dell’epoca, che in base agli scritti che ci sono giunti vide addirittura l’esibizione di Nerone. Si dice anche che l’Imperatore, consapevole delle sue non proprio magistrali doti musicali e canore assoldò tra la plebe un pubblico disposto ad applaudirne le mediocri ‘performance’. Si tratterebbe quindi delle prime testimonianze storiche del concetto di ‘claque’! La parte oggi visibile del teatro fungeva fino a poco tempo fa da cantina per gli ignari abitanti del basso che per accedervi erano costretti a spostare il letto dove dormivano e passare attraverso una botola. Il percorso non è cambiato, ma la storia si.  

In questi ambienti è passato, sicuramente, l’imperatore Nerone nel corso di una sua rappresentazione nelle vesti di artista.

 
   
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